Abbazia di Novalesa

Provincia di Torino
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Tipo di gita: .

Durata suggerita: Mezza giornata.

Stagione: Autunno, Estate, Primavera.

In caso di pioggia: Sconsigliata.

Mezzi: Auto e moto, Trasporto pubblico.

Tragitto più veloce: 01:09 ore.

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Punti di interesse

Cappella di Sant'Eldrado

Affreschi Medievali

Il parco dell'Abbazia

L'abbazia

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Immersa nel silenzio della Val Cenischia, a pochi chilometri dal confine francese e all'ombra delle imponenti vette del Moncenisio, sorge l'Abbazia di Novalesa. Fondata nel 726 d.C. dal nobile franco Abbone, questa struttura rappresenta uno dei complessi monastici più antichi e suggestivi di tutto l'arco alpino. Per chi parte da Torino, Novalesa non è solo una meta per una gita fuori porta, ma un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, dove la spiritualità benedettina si intreccia con la grande storia europea, l'arte medievale e una natura selvaggia dominata dal fragore delle cascate.

Un presidio millenario ai piedi del valico

La posizione dell'Abbazia di Novalesa non è affatto casuale. In epoca carolingia, il monastero fungeva da fondamentale punto di sosta e protezione per i pellegrini e i mercanti che percorrevano la Via Francigena, diretti verso il valico del Moncenisio. Questa collocazione strategica permise all'abbazia di accumulare nel corso dei secoli un prestigio immenso, diventando uno dei centri culturali e religiosi più influenti dell'Occidente cristiano. Carlo Magno stesso soggiornò tra queste mura, riconoscendo l'importanza del monastero come avamposto di civiltà e fede lungo una delle arterie principali dell'Impero.

La storia di Novalesa è fatta di momenti di estremo splendore e di drammatiche cadute. Verso l'anno 906, l'abbazia subì un durissimo colpo a causa delle incursioni dei Saraceni, che costrinsero i monaci a fuggire verso Torino e poi a fondare il monastero di Breme, in Lomellina. Solo secoli dopo la comunità monastica poté fare ritorno in valle, avviando una lenta ma costante opera di ricostruzione che ha lasciato tracce indelebili nell'architettura che possiamo ammirare oggi. Passeggiando tra i chiostri, si percepisce ancora quella tensione tra la vulnerabilità di un luogo di confine e la solidità di una fede che ha saputo resistere al passaggio dei secoli e alle devastazioni umane.

La chiesa abbaziale e la stratificazione architettonica

Il cuore del complesso è la chiesa dedicata ai Santi apostoli Pietro e Andrea. Ciò che colpisce immediatamente il visitatore è la sovrapposizione di stili che racconta, meglio di qualsiasi libro di storia, le diverse fasi di vita dell'abbazia. L'edificio attuale è il risultato di rifacimenti avvenuti principalmente nel XVIII secolo, ma al suo interno e nelle sue fondamenta batte un cuore medievale. Entrando, lo sguardo viene rapito dall'imponenza della navata, dove l'austerità tipica dei luoghi di clausura si fonde con elementi decorativi barocchi che testimoniano il rinnovamento artistico dell'epoca sabauda.

Tuttavia, il vero tesoro si nasconde sotto il piano di calpestio e nelle zone perimetrali. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce i resti della chiesa carolingia e romanica, con frammenti di pavimenti a mosaico e antiche murature che permettono di intuire le dimensioni originali del complesso. La cripta, pur nella sua semplicità, conserva un'atmosfera di raccoglimento assoluto, tipica degli spazi destinati alla preghiera più intima. Qui, il contatto con la roccia e la pietra riporta alle origini del monachesimo alpino, fatto di fatica, isolamento e contemplazione.

Il ciclo di affreschi della cappella di sant'eldrado

Il motivo principale che spinge appassionati d'arte e studiosi da tutto il mondo a visitare Novalesa è senza dubbio la Cappella di Sant'Eldrado. Situata nel parco dell'abbazia, separata dal corpo centrale della chiesa, questa piccola struttura custodisce uno dei cicli di affreschi dell'XI secolo meglio conservati d'Europa. Dedicata a Eldrado, abate che guidò la comunità nel IX secolo e che fu poi canonizzato, la cappella è un gioiello di rara bellezza cromatica e narrativa.

Gli affreschi, risalenti all'epoca romanica, sono divisi in due cicli principali: uno dedicato alla vita di Sant'Eldrado e l'altro a quella di San Nicola di Bari. Quest'ultima è una delle testimonianze iconografiche più antiche della vita di San Nicola in Occidente. Le scene sono caratterizzate da una vivacità espressiva sorprendente per l'epoca, con colori che, nonostante il passare dei millenni, hanno mantenuto una brillantezza straordinaria grazie al microclima della valle e all'isolamento del luogo. Osservare queste figure significa entrare in contatto diretto con la sensibilità medievale, con i suoi simbolismi e la sua capacità di raccontare il divino attraverso gesti quotidiani e scenari di straordinaria eleganza formale. Oltre a quella di Sant'Eldrado, il parco ospita altre cappelle minori, come quelle dedicate a San Salvatore, San Michele e Maria Maddalena, che completano un percorso devozionale di grande impatto visivo.

La biblioteca e il laboratorio di restauro del libro

Un aspetto meno visibile ma fondamentale della vita a Novalesa è il legame indissolubile con la cultura scritta. Sin dalle sue origini, l'abbazia ospitò un importante scriptorium dove i monaci amanuensi copiavano testi sacri e profani, contribuendo alla salvaguardia del sapere classico durante i secoli bui. Oggi, questa eredità continua grazie alla presenza di una ricca biblioteca e, soprattutto, di un rinomato laboratorio di restauro del libro antico.

I monaci benedettini che abitano oggi il monastero portano avanti l'antica regola dell'ora et labora specializzandosi nel recupero di volumi rari, pergamene e manoscritti danneggiati dal tempo. Questa attività non è solo un lavoro tecnico, ma una vera missione culturale che rende Novalesa un punto di riferimento nazionale per la conservazione del patrimonio bibliografico. Sebbene le aree di restauro non siano sempre accessibili al pubblico per motivi di riservatezza e delicatezza dei materiali, il visitatore può percepire l'importanza di questa vocazione visitando il Museo Archeologico dell'abbazia, dove sono esposti reperti legati alla vita quotidiana dei monaci, antichi attrezzi agricoli e testimonianze della produzione libraria medievale.

Cosa vedere nelle vicinanze dell'abbazia

Una visita a Novalesa può essere facilmente integrata con la scoperta di altri tesori della Valle di Susa. A breve distanza si trova l'abitato di Novalesa, un borgo alpino che conserva ancora l'impianto medievale con case in pietra, balconi in legno e caratteristiche fontane. Camminare tra le sue vie significa respirare l'aria di un tempo, lontano dai ritmi frenetici della città.

Scendendo verso la piana, è d'obbligo una tappa a Susa, l'antica Segusio romana. Qui è possibile ammirare l'Arco di Augusto, le mura romane e la maestosa Cattedrale di San Giusto. Susa rappresenta il complemento storico ideale all'abbazia, mostrando il volto civile e amministrativo di una valle che è sempre stata un crocevia di popoli. Se si dispone di un intero weekend, è consigliabile salire fino al valico del Moncenisio per ammirare il grande lago artificiale e visitare la Piramide, una struttura che ospita un museo dedicato alla storia del valico e delle grandi opere ingegneristiche ad esso collegate.

La natura circostante e le cascate della val cenischia

Uscendo dalle mura dell'abbazia, l'esperienza sensoriale prosegue nel paesaggio circostante. La Val Cenischia è caratterizzata da una conformazione geologica particolare che regala scenari quasi drammatici. Proprio alle spalle del monastero, le pareti rocciose si fanno verticali, dando origine a spettacolari cascate. In particolare, durante la primavera e l'inizio dell'estate, lo scioglimento delle nevi trasforma i piccoli rivoli in potenti getti d'acqua che precipitano per decine di metri.

Una passeggiata lungo i sentieri che costeggiano il complesso abbaziale permette di ammirare questi salti d'acqua immersi in una vegetazione rigogliosa di castagni e faggi. Il rumore costante dell'acqua che scorre accompagna il cammino, creando un contrasto affascinante con il silenzio quasi irreale che regna all'interno del chiostro. Questi percorsi naturalistici sono adatti a tutti e offrono punti di vista privilegiati sull'architettura dell'abbazia, che appare incastonata come una gemma tra il grigio della pietra alpina e il verde dei boschi. Per i più esperti, la zona offre anche sentieri che salgono verso le alte quote del Moncenisio, offrendo panorami mozzafiato su tutta la Valle di Susa.

Consigli pratici per la visita

Per godere appieno della magia dell'Abbazia di Novalesa, è importante tenere conto di alcuni dettagli logistici. Essendo un monastero abitato da una comunità religiosa, gli orari di apertura sono regolati per permettere lo svolgimento delle funzioni e dei momenti di preghiera dei monaci. È sempre consigliabile consultare il calendario ufficiale per non perdere la possibilità di partecipare alle visite guidate, che sono spesso condotte dai monaci stessi o da volontari esperti che sanno trasmettere la passione per questo luogo.

Il clima in Val Cenischia può essere rigido anche in primavera, quindi è bene vestirsi a strati e indossare calzature adatte a camminare su terreni talvolta umidi, specialmente se si intende esplorare i sentieri delle cascate. Sebbene l'abbazia sia un luogo di pace, durante le festività può essere piuttosto frequentata; visitarla in un giorno feriale o nelle prime ore del mattino permette di cogliere meglio quell'essenza di isolamento e misticismo che l'ha resa celebre nel corso dei secoli. Non dimenticate di rispettare il silenzio richiesto all'interno degli spazi sacri: è proprio questa atmosfera di sospensione temporale che rende la gita a Novalesa un'esperienza rigenerante per lo spirito, capace di staccare completamente la spina dal caos urbano di Torino.

L'Abbazia di Novalesa non è semplicemente un monumento da fotografare, ma un organismo vivente che continua a svolgere la sua funzione di faro culturale e spirituale. Ogni pietra, ogni affresco e ogni soffio di vento che scende dalle montagne racconta una storia di resistenza, bellezza e dedizione che merita di essere ascoltata con calma e rispetto.

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