Lago d’Orta

Provincia di Novara
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0 persone hanno visitato.

Tipo di gita: .

Durata suggerita: Gita di un giorno.

Stagione: Autunno, Estate, Primavera.

In caso di pioggia: Nessun problema.

Mezzi: Auto e moto, Trasporto pubblico.

Tragitto più veloce: 01:36 ore.

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Punti di interesse

Lago d'Orta - immagine della galleria fotografica

Il Lago

Isola di San Giulio

Foto di Santuario della Madonna del Sasso, Lago d'Orta

Sacro Monte di Orta

Foto di Sacro Monte di Orta, Lago d'Orta

Santuario della Madonna del Sasso

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Un lago che sorprende, ogni volta

Chi parte da Torino per una gita al Lago d’Orta si aspetta qualcosa di carino. Quello che trova, di solito, lo disarma: un bacino d’acqua così intimo e composto da sembrare dipinto, un borgo medievale sospeso sul lungolago come se il tempo si fosse fermato a un pomeriggio del Quattrocento, e un’isola al centro — la piccola San Giulio — che galleggia silenziosa come un pensiero fisso. Siamo a poco meno di novanta chilometri da Torino, circa un’ora di auto, eppure la sensazione è di essere arrivati altrove.

Il Lago d’Orta è il più piccolo tra i grandi laghi prealpini piemontesi, e forse proprio per questo è rimasto immune dalla saturazione turistica che ha travolto il Lago Maggiore o il Lago di Como. Qui i ritmi sono ancora quelli di una domenica allungata: si passeggia, si sosta, si osserva. La gita da Torino al Lago d’Orta si presta alla perfezione a una mezza giornata intensa oppure a un weekend tranquillo, a seconda di quanta profondità si vuole dedicarle.

Orta San Giulio: il borgo che non ha fretta

Il cuore di ogni visita è Orta San Giulio, il comune che si affaccia sulla sponda orientale del lago e che riesce nell’impresa di essere allo stesso tempo piccolo e sorprendentemente ricco. Il centro storico è raccolto attorno alla piazza principale — Piazza Motta — una delle piazze più belle del Piemonte, porticata su tre lati e aperta sul quarto verso il lago e l’isola di San Giulio. Nelle mattinate di bassa stagione, quando i turisti non hanno ancora preso possesso dei tavolini all’aperto, quella vista ha qualcosa di irreale.

Il Palazzotto, edificio cinquecentesco che chiude la piazza con la sua loggia, custodisce affreschi storici e funge da sede del municipio: un caso non raro in questi borghi dove la vita civile e il patrimonio artistico convivono senza soluzione di continuità. Percorrendo le vie del centro — Via Olina, Via Bersani — si attraversano secoli di architettura lombarda e piemontese mescolati con disinvoltura: palazzi nobiliari dall’intonaco scrostato con grazia, portoni in pietra locale, scorci che si aprono improvvisamente sul lago tra i vicoli.

L’isola di San Giulio: dieci minuti di barca, un altro universo

Nessuna visita al Lago d’Orta è completa senza prendere il traghetto per l’Isola di San Giulio. La traversata dura pochi minuti — i barcaioli locali la definiscono «dieci minuti o dieci secondi, dipende dal vento» — ma il distacco dalla terraferma è netto. L’isola ospita la Basilica di San Giulio, uno dei monumenti romanici più significativi del Piemonte settentrionale, fondato secondo la tradizione dal santo missionario Giulio nel 390 d.C. L’interno conserva un ambone romanico in marmo serpentino della fine dell’XI secolo, uno dei più preziosi della regione.

Intorno alla basilica si sviluppa l’unica strada dell’isola, la cosiddetta Via del Silenzio e della Meditazione, un percorso pedonale ad anello che costeggia le mura del monastero benedettino ancora attivo. Le sorelle benedettine hanno fatto affiggere lungo il percorso brevi frasi che invitano alla riflessione: alcune lapidarie e efficaci, altre più didascaliche, tutte comunque capaci di cambiare il passo di chi cammina. L’isola ha circa duecento metri di diametro e si può girare in una ventina di minuti, ma quasi nessuno lo fa in meno di un’ora.

Il Sacro Monte: salire per capire meglio

Sopra Orta, raggiungibile a piedi dal centro storico in circa venti minuti di cammino nel bosco, si trova il Sacro Monte di Orta — patrimonio UNESCO insieme agli altri Sacri Monti piemontesi e lombardi. Il complesso è composto da venti cappelle edificate tra il 1591 e il 1788, ciascuna dedicata a una scena della vita di San Francesco d’Assisi e arricchita da affreschi e gruppi scultorei in terracotta policroma di grande qualità. Il percorso si snoda nel verde, offrendo di tanto in tanto squarci sul lago e sul borgo sottostante che giustificano da soli la salita.

La particolarità del Sacro Monte di Orta rispetto ad altri complessi analoghi è la sua atmosfera quasi selvatica: gli alberi crescono fitti attorno alle cappelle, i muschi coprono le pietre, e in certi tratti la vegetazione sembra sul punto di riprendersi gli spazi. Non è incuria, è equilibrio. Il risultato è un luogo che funziona sia come percorso spirituale che come escursione nella natura, adatto a chi viaggia da Torino cercando qualcosa che vada oltre il semplice paesaggio.

Oltre Orta: il lago senza cartoline

Chi ha tempo per esplorare oltre il centro di Orta scopre che il lago custodisce angoli meno fotografati ma ugualmente riusciti. Il borgo di Pella, sulla sponda opposta, si raggiunge con una breve navigazione o circumnavigando il lago in auto: offre una prospettiva completamente diversa su Orta e sull’isola, di spalle al Mottarone. Più a nord, Omegna è la città più grande del Cusio — il nome storico del territorio circostante il lago — e ospita il curioso Museo del Design e della Qualità della Vita, noto anche come FORUM, dedicato agli oggetti di uso quotidiano che hanno fatto la storia del design italiano: uno spunto inaspettato per chi ha già visto tutto il resto.

In primavera e in autunno, il Lago d’Orta mostra i colori migliori: la luce è laterale e dorata, le rive non sono affollate, e la distanza da Torino — che in estate può tradursi in traffico — si percorre in scioltezza. Per una gita da Torino che voglia combinare storia medievale, arte romanica, natura e un paesaggio lacustre tra i più integri del Piemonte, il Lago d’Orta è difficilmente battibile. Non a caso, chi lo conosce tende a tornarci — e non sempre per trovare qualcosa di nuovo, ma per ritrovare qualcosa di preciso.

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